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Olimpiadi di Economia e Finanza 2019: premiati in vincitori

Olimpiadi di Economia e Finanza: si è tenuta a Trieste, il 22 e 23 maggio 2019, la prima edizione, realizzata dal MIUR, Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito dal MEF di concerto con il MISE, e con gli Uffici Scolastici Regionali.

Al suo esordio, la gara, ideata per avvicinare i giovani all’educazione alla cittadinanza economica e finanziaria, ha registrato la partecipazione di oltre 7.600 ragazzi e di quasi 300 scuole, di cui 11 sono arrivate in finale, superando le fasi di istituto e regionali.

I vincitori della prima edizione delle Olimpiadi di Economia e Finanza 2019, le cui prove hanno riguardato i diversi livelli di padronanza delle competenze di economia e finanza, con riferimento anche agli obiettivi di Financial Literacy delle prove OCSE PISA sono stati:

CATEGORIA SENIOR (studenti frequentanti il terzo anno di corso)

Primi classificati ex aequoFilippo Paladini     Istituto Tecnico Economico Tecnologico “Bramante Genga” di Pesaro, Giorgia Castiglione   Liceo Scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro

3 classificatNuovooTommaso Capriotti   Liceo Scientifico “Marie Curie” di Giulianova

CATEGORIA JUNIOR (studenti frequentanti il primo biennio di corso)

1 classificatoAlice Bianco   Istituto Tecnico Statale “Grazia Deledda” di Lecce

2 classificatoLuca Merante     Liceo Scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro

3 classificatoFilippo Morari    Liceo “Fabrizio De André” di Brescia

 

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Programma delle Olimpiadi di Economia e Finanza

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Olimpiadi di Economia e Finanza: al via la prima edizione 2019

Olimpiadi di Economia e Finanza: si inaugura a Trieste, il 22 e 23 maggio 2019, la prima edizione, realizzata dal MIUR, Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito dal MEF di concerto con il MISE, e con gli Uffici Scolastici Regionali.

Le Olimpiadi di Economia e Finanza si propongono di:

  1. promuovere nelle studentesse e negli studenti la conoscenza e la comprensione di fenomeni economici e sociali complessi;
  2. rafforzare la capacità di sapersi orientare in modo autonomo e responsabile rispetto ai cambiamenti nella società e nelle economie del futuro;
  3. sollecitare l’interesse e la motivazione a interrogarsi sulle questioni economiche, finanziarie e sociali che riguardano la contemporaneità;
  4. favorire interpretazioni e/o spiegazioni della realtà fondate su evidenze;
  5. sviluppare tra i giovani pensiero critico, capacità d’innovazione e creatività, coinvolgimento attivo e reazioni emozionali, competenze trasversali e comunicative;
  6. promuovere e valorizzare il merito nell’ambito delle competenze economiche, finanziarie e di cittadinanza attiva;
  7. avvicinare ai temi economico-finanziari anche gli studenti di percorsi in cui l’economia e la finanza non sono presenti nei curricoli scolastici.

Gli argomenti delle prove delle Olimpiadi di Economia e Finanza riguardano i diversi livelli di padronanza delle competenze di economia e finanza, con riferimento anche agli obiettivi di Financial Literacy delle prove OCSE PISA e prevedono due categorie:

  1. JUNIOR (studenti frequentanti il primo biennio di corso);
  2. SENIOR (studenti frequentanti il terzo anno di corso).

Nel corso della prima edizione, si svolgono sessioni dedicate a studenti e docenti sull’Educazione finanziaria, sui Serious game e nuovi modelli di apprendimento, su Big Data per la ricerca sociale ed educativa. Intervengono, tra gli altri:

  • Maria Lusardi, Presidente Comitato Educazione finanziaria
  • Mario Allegra, Istituto per le Tecnologie Didattiche Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Palermo
  • Manuel Gentile, Istituto per le Tecnologie Didattiche Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede di Palermo
  • Renato Grimaldi, Dip. Filosofia e Scienze dell’Educazione Università degli Studi di Torino
  • Michele Petrocelli, Direzione VI, MEF
  • Magda Bianco, Dip.to Vigil. Bancaria e finanziaria, Banca d’Italia
  • Marco Ferrazzoli, Consiglio Nazionale delle Ricerche

 

Programma delle Olimpiadi di Economia e Finanza

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Pubblicato il IX Rapporto IPSOS Italia 2019: comunitari e cosmopoliti, le nuove fratture

Giunge alla IX edizione il Rapporto IPSOS Italia 2019: comunitari e cosmopoliti, le nuove frattureche ha l’obiettivo di “raccontare cosa accade nel paese, quali le reazioni degli italiani e quale il loro modo di stare nel mondo.”

Dal Rapporto IPSOS Italia 2019 emergono i seguenti 10 punti di riflessione:

  1. La ripresa che non c’è. Gli indicatori economici volgono al negativo in conclusione di anno, con il rischio di ritornare ad una situazione recessiva. Da un lato le attese del consolidarsi della ripresa sembrano essere frustrate, dall’altro ci si attendono cambiamenti positivi dal nuovo governo. I
  2. I consumi che non riprendono. Nel secondo trimestre 2018 la propensione al risparmio tende a risalire, mentre c’è un ristagno dei consumi.
  3. Oltre la luna di miele? Il governo Conte segna un cambiamento di clima nel paese che sembra portare a compimento il distacco élite/popolo, che appare nei primi anni ’80, con la progressiva modernizzazione e secolarizzazione del paese.
  4. La comunità impossibile. Di fronte alle aggressioni esterne (mondializzazione, immigrazione, impoverimento dei ceti medi), e all’incapacità percepita del sistema democratico di rispondere alle nuove sfide, tanto che due terzi degli italiani pensano che occorra trovare qualcosa di meglio, la risposta è una reazione comunitaria, di chiusura.
  5. Il principio di precauzione. I sentimenti prevalenti tra gli italiani sono antiélitari e molto critici verso la UE. Ma prevale il principio di precauzione. Solo il 25%, nel caso di un referendum, voterebbe per uscire dall’Europa.
  6. Identità e confini. La narrazione sui migranti si concentra sugli arrivi via mare, con il corredo simbolico e iconografico che gli sbarchi si trascinano. Il quadro di opinione che Ipsos registra è quello di un’opinione pubblica estremamente frammentata sul tema delle migrazioni, dove la solidarietà convive con i timori, l’accoglienza con l’ostilità.
  7. Falla facile. La semplificazione come risposta alla crescente complessità mette le marche nelle condizioni di trovare una soluzione per produrre messaggi incisivi e memorabili, che emergano dal flusso indistinto della comunicazione. Le marche scelgono quindi un linguaggio diretto e ripuliscono il messaggio per tenerne solo il ‘cuore’.
  8. Comprare meno ma meglio, comprare esperienze. Un consumatore più consapevole, fa acquisti intelligenti, superando la logica dell’acquisto ‘smart’ dei tempi della crisi – ciò che mi conviene – e dirigendosi verso un’offerta più articolatamente migliore: non solo il prodotto migliore, con il prezzo migliore, ma anche migliori applicazioni e servizi ad esso connessi.
  9. Dal prodotto al servizio: l’iperpersonalizzazione. Nella quarta rivoluzione industriale, stiamo assistendo al passaggio dalla vendita transazionale al prodotto come servizio (product-as-a-service); in questo modello si vendono “pacchetti di utilizzo” anziché il prodotto in sé.
  10.  Dalla crisi della narrazione dei fatti alle fake news. All’interno del nuovo ecosistema digitale dell’informazione, il quotidiano perde la sua centralità e di conseguenza la perdita della funzione “meta-informativa” che esso svolge nella dieta mediatica, ovvero il suo ruolo insostituibile nel filtrare le informazioni importanti, selezionando e gerarchizzando le notizie, definendo una “agenda” a beneficio del lettore. Tutto questo rappresenta un “fertilizzante” per la disinformazione e le “fake news”.

Il rapporto sarà presentato il 26 febbraio 2019 a Roma,  presso il parlamentino del CNEL, in via David Lubin, 2, dalle ore 9.30 alle ore 12.30.

Il Programma della presentazione

Il Rapporto IPSOS Italia 2019

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Iscrizioni 2019-2020: crescono Tecnici e Licei, scendono i professionali

Le iscrizioni 2019-2020, secondo i primi dati pubblicati dal MIUR, raccontano che, in questo anno scolastico, i Licei saranno scelti dal 55,4% delle ragazze e dei ragazzi (+0,1% rispetto allo scorso anno scolastico), mentre il 31% (+0,3% rispetto al 2018-2019) ha optato per un Istituto tecnico e gli Istituti professionali, in calo anche quest’anno (-0,4%), saranno frequentati dal 14% degli studenti e studentesse.

Confermato, dunque, il trend di crescita, seppur lieve, dei Licei, che a partire dal 2014/2015, sono stati sempre scelti da oltre uno studente su due. Lo Scientifico rimane il liceo più amato: 25,5%, seppur in lievissima flessione nelle scelte (-0,1%) sopratutto l’indirizzo tradizionale (+0,2%) rispetto alle Scienze applicate (+0,2%). Segue, invece, stabile, il Liceo linguistico (9,3%), il Liceo delle Scienze umane (8,3% rispetto al 8,2% delle precedenti iscrizioni) e il Liceo Classico, che fa registrare un 6,8% di iscrizioni a fronte del 6,7% dell’anno scorso.

Il Liceo economico sociale  fa registrare il 2,5% di iscrizioni, crescendo dello 0,1% rispetto allo scorso anno scolastico.

Comunicato del MIUR del 31 gennaio 2019

 

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Olimpiadi di Economia e Finanza: al via la prima edizione

Nel 2019 si tiene la I edizione delle Olimpiadi di Economia e Finanza, realizzate dal Miur, Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, in collaborazione con il Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, e con gli Uffici Scolastici Regionali.
La competizione è indirizzata agli studenti del primo triennio degli istituti secondari di secondo grado, statali e paritari e nella sua fase finale, si colloca all’interno di una manifestazione culturale dedicata ai temi dell’educazione economica e finanziaria a scuola, dal titolo: “E+F= … Opinioni a confronto” prevista per il 22 e 23 maggio 2019.

Le Olimpiadi di Economia e Finanza si propongono di promuovere nei giovani frequentanti il primo triennio di tutti gli ordini delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, la conoscenza e la comprensione di fenomeni economici e sociali complessi e di far così maturare, gradualmente, una maggiore consapevolezza in tema di questioni economiche, finanziarie e sociali che riguardano la contemporaneità. La competizione intende inoltre avvicinare alla conoscenza e alla pratica di tutti quei metodi, tecniche e strumenti della ricerca indispensabili per una corretta interpretazione dei fenomeni economici e finanziari e di promuovere e valorizzare il merito nell’ambito delle competenze economiche, finanziarie e di cittadinanza attiva.
Contemporaneamente, si auspica che le Olimpiadi stimolino l’interesse verso i temi economici e finanziari degli studenti frequentanti percorsi di studio in cui le discipline di ambito economico e finanziario non sono presenti.

Gli argomenti delle prove delle Olimpiadi di Economia e Finanza riguarderanno i diversi livelli di padronanza delle competenze di economia e finanza, con riferimento anche agli obiettivi di Financial Literacy delle prove OCSE PISA.

Le gare delle Olimpiadi di Economia e Finanza prevedono due categorie:

  1. JUNIOR (studenti frequentanti il primo biennio di corso);
  2. SENIOR (studenti frequentanti il terzo anno di corso).

Nelle fasi d’istituto e in quelle regionali le gare si svolgeranno,  in modalità digitale e telematica, attraverso l’apposita piattaforma online raggiungibile dal sito delle Olimpiadi:

www.olimpiadi-economiaefinanza.it

Lo svolgimento delle Olimpiadi (categorie JUNIOR e SENIOR) si articola in tre fasi:

  • 1 fase – Gara d’istituto: 12 marzo 2019;
  • 2 fase – Semifinale regionale: 16 aprile 2019;
  • 3 fase – Finale nazionale: 22 maggio 2019.

Per permettere una migliore distribuzione degli studenti, viene data la possibilità di individuare per ciascuna categoria (JUNIOR, SENIOR) una fascia oraria.

  1. JUNIOR
    • 8.30-9.30
    • 9.30-10.30
    • 10.30-11.30
  2. SENIOR
    • 12.00-13.00
    • 13.00-14.00
    • 14.00-15.00

Il tempo a disposizione per lo svolgimento dei 25 quesiti è di 45 minuti.

Le scuole devono indicare le proprie scelte mediante la compilazione di un modulo online inviato per posta elettronica.

Per ulteriori dettagli sullo svolgimento delle prove si rimanda al sito web www.olimpiadi-economiaefinanza.it e al Regolamento delle Olimpiadi.

 

Nota del Miur

Bando e Regolamento

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Concorso EconoMia 2019: Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza

Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza” è il titolo del Festival dell’Economia, che si terrà a Trento dal 30 maggio al 2 giugno 2019 e della edizione di quest’anno del Concorso EconoMia 2019 per le scuole.

Il Concorso EconoMia 2019 intende perseguire diversi obiettivi: promuovere una più diffusa cultura economica tra gli studenti degli istituti secondari di secondo grado, statali e paritari; favorire l’esercizio di una cittadinanza attiva, fondata su atteggiamenti razionali, critici e responsabili di fronte ai fenomeni e alle trasformazioni della realtà economica; sottolineare la vocazione al dialogo dell’economia con le discipline degli altri ambiti del sapere; promuovere il merito scolastico.

 

Gli studenti e i docenti delle scuole partecipanti al Concorso  possono avvicinarsi all’argomento del Festival in modo aperto e dialettico e il ruolo della scienza economica diventa quello di aiutare a capire in modo compiuto le questioni rilevanti per impostare al meglio la vita propria e altrui. Possono partecipare al concorso gli studenti che frequentano le ultime due classi dei Licei, degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali (e l’ultimo anno dell’Istruzione e Formazione Professionale regionale). L’ammissione al concorso è riservata al massimo a quindici allievi per ogni scuola scelti a insindacabile giudizio della scuola stessa in base alle specifiche competenze possedute e all’interesse dimostrato per i temi economici. I primi venti studenti classificati saranno ospiti del Festival dell’Economia di Trento, edizione 2019, e saranno premiati con un premio in denaro e un attestato durante un’apposita cerimonia.

Come ogni anno il Concorso è organizzato dal Comitato promotore del Festival dell’Economia di Trento (Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Università degli Studi di Trento), Editore Laterza (responsabile della progettazione e organizzazione del Festival dell’Economia), in collaborazione con Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici e per la Valutazione del sistema nazionale di istruzione del MIUR, AEEE-Italia, Istituto Tecnico Economico “Bodoni” di Parma.

Il Concorso EconoMia 2019 è riconosciuto dal MIUR tra le competizioni del Programma nazionale per la promozione delle eccellenze, dunque, i migliori tra i vincitori saranno registrati, previa loro autorizzazione, nell’Albo nazionale delle eccellenze e, tramite la propria scuola, riceveranno un ulteriore premio dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Sul sito www.concorsoeconomia.it sono presenti il Regolamento e i materiali didattici su cui si svolgeranno le prove. Le scuole potranno studiare il tema del Concorso organizzando lezioni, studio individuale, incontri con docenti esperti e seguendo i webinar (o lezioni via web) che saranno realizzati e inseriti nella sezione Preparati alla Prova.

L’iscrizione al Concorso EconoMia 2019 avviene compilando l’apposito format sul sito della manifestazione www.concorsoeconomia.it.

Le iscrizioni restano aperte fino al 16 Febbraio 2019

Regolamento del Concorso EconoMia 2019

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On line il Libro Bianco per il Liceo Economico Sociale

Un Libro Bianco per il Liceo Economico Sociale: incontrare l’Economia Politica per leggerne la dimensione culturale e sociologica

 

Questo il titolo del Libro Bianco sul LES promosso dalla Rete Nazionale dei Licei Economico Sociali e finanziata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, nell’ambito del progetto “Valorizzare l’identità del Liceo Economico e Sociale”.

Il Libro, spiega in prefazione Maria Assunta Palermo, Direttore generale della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, è “uno dei risultati del Progetto nazionale “Promuovere l’identità dei Licei Economico Sociali e la qualificazione della loro offerta formativa” messo in campo dalla Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici per sostenere questo impianto liceale.”

Il volume si articola in due parti, la prima raccoglie gli atti del Convegno di Pistoia, mentre la seconda riflette sulla questione ordinamentale del LES.
Nella prima parte del testo gli autori tentano di rispondere alle seguenti domande: Qual è la dimensione culturale dell’Economia politica? Qual è l’intreccio tra contesto giuridico e relazioni economico sociali? In che modo questo
liceo “della contemporaneità” affronta la sfida della complessità? Come si diffonde la cultura economico giuridica nel LES?
Nella seconda parte, invece, si pone come aspetto centrale la questione dell’autonomia ordinamentale del LES, attraverso la voce della Rete Nazionale dei LES e delle Associazioni, suoi stakeholder privilegiati nella progettazione formativa ed educativa.

Ci è sembrato, chiarisce Renella Bandinelli, Dirigente Scolastico e Referente Tavolo Tecnico di studio sul LES,  che un Libro Bianco, pensato come strumento di informazione, di riflessione e di diffusione, fosse lo strumento più adatto per mettere a disposizione di dirigenti e docenti della Rete uno strumento di comunicazione che, per l’impostazione del dialogo educativo, metta al centro dell’attenzione alcuni elementi di condivisione da partecipare non solo fra le scuole e i docenti, con gli studenti e le loro famiglie, ma anche per porre all’attenzione del MIUR e degli organi politici competenti la questione dell’identità e dell’autonomia del LES.”

 

Libro Bianco per il Liceo Economico Sociale

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Le peculiarità del Liceo Economico Sociale nel suo processo di sviluppo

Le peculiarità del Liceo Economico Sociale nel suo processo di sviluppo Il Liceo Economico Sociale (LES) è un liceo che, fin dalla sua nascita nel 2010, ha cercato di costruire una propria identità, valorizzando le peculiarità che questo corso di studi, estremamente moderno ed innovativo, può portare con sé.
Di qui è nata l’esigenza delle scuole, dei dirigenti e docenti che in esse lavorano di creare reti (17 sono le reti territoriali, diffuse in tutte le Regioni) con l’obiettivo di avviare un confronto su temi e programmi, di valorizzare le discipline e l’interdisciplinarietà, di permettere ai docenti di realizzare percorsi condivisi ed innovativi.
La Rete nazionale e la Cabina nazionale di Regia, istituite dal MIUR-DGOSV, hanno reso possibile realizzare una progettazione coerente e condivisa a livello nazionale, i cui risultati sono anche visibili attraverso il sito nazionale www.liceoeconomicosociale.it

Il LES non è solo un liceo dove si studiano il diritto, l’economia e le scienze umane. E’ anche un liceo dove si studiano due lingue straniere e sono stati avviati percorsi di internazionalizzazione come il corso Esabac o nuovi progetti di cooperazione con Paesi extraeuropei (quali, ad esempio, la Cina).

Il LES non è una semplice “deviazione” del Liceo delle Scienze Umane, ma presenta una proposta formativa diversa, unica nel panorama degli studi liceali in Italia (e presente all’estero): lo studio delle scienze economiche, giuridiche e sociali contribuisce a formare studenti che sanno leggere la complessità del mondo di oggi, caratterizzato da velocità e moltitudine di informazioni, complessità delle situazioni e delle relazioni.
Inoltre, è un liceo che promuove una forte interazione con il tessuto economico e sociale a livello locale, nazionale ed internazionale. Ancora, parlare di economia e di diritto in un liceo significa riconoscere a queste discipline una valenza culturale importante e considerarle nella loro evoluzione scientifica, storica e filosofica.

Legare lo studio di queste discipline allo studio delle scienze umane significa, a sua volta, dare spazio alla metodologia della ricerca, all’analisi dei dati, alla matematica ed alla statistica. Il tutto permette di avere studenti formati per comprendere contesti sociali complessi, ambienti politico istituzionali, relazioni internazionali, problematiche economiche. Questi elementi creano l’identità del LES, il cui limite oggettivo è proprio quello di non avere ancora avuto, ad oggi, il riconoscimento di una propria autonomia ordinamentale. Questo limite è stato, nei fatti, superato in molte realtà territoriali grazie all’attivazione del solo indirizzo economico sociale in Licei classici, scientifici, linguistici e IIS indipendentemente dalla presenza di Licei delle Scienze umane; ne sono esempio circa il 20% delle scuole aderenti alle reti, come rilevabile sul sito della rete nazionale. 1/2

Le peculiarità del LES sono ulteriormente riscontrabili con l’analisi dei Quadri di Riferimento per la seconda prova dell’esame di stato, da cui risultano evidenti le differenze tra i due percorsi di studio, in relazione ai nuclei fondanti, alla tipologia della prova e al profilo di uscita. Anche le statistiche elaborate dalla Fondazione Agnelli e presentate da Eduscopio, confermano la specificità del percorso del LES i cui diplomati si orientano prevalentemente
verso studi in ambito sociale, giuridico, economico e politico, potenziando quelle discipline che hanno avuto modo di incontrare nel percorso liceale. Come sottolineato più volte nel corso di seminari nazionali e territoriali dai rappresentanti della Rete nazionale, delle Istituzioni e delle Associazioni professionali, che hanno seguito fin dalla sua istituzione il LES, diventa non solo opportuno, ma necessario, dopo otto anni, riconoscere formalmente l’autonomia del percorso del Liceo Economico Sociale, anche per favorire una miglior comprensione dell’offerta formativa del LES da parte degli studenti e delle loro famiglie.

 

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Identità del LES e società civile

Le sfide dell’attuale società postmoderna impegnano i cittadini a fronteggiare eventi sempre più complessi, interdipendenti e mutevoli.

L’esperienza di molti docenti in questi otto anni di lavoro sul campo, grazie anche alle Reti, ha fatto emergere le criticità e le positività del percorso del Liceo Economico Sociale. E’ utile al dibattito che è in corso sull’autonomia del LES far riferimento all’esperienza condotta dai docenti di scienze umane nel rapporto con colleghi, studenti, famiglie e territorio. Un elemento sicuramente centrale è il ruolo fondamentale che rivestono le scienze umane nel percorso di studi: l’attenzione agli aspetti relazionali e comunicativi unita ad un’esigenza di rigore metodologico rappresenta la cornice di significato in cui si collocano i fenomeni sociali.

Il ruolo assegnato alla metodologia è di alta responsabilità in quanto dalle esperienze in atto sembra che la strada più efficace per applicare ai fenomeni il paradigma della ricerca sia quello che crea sintesi tra la psicologia, la sociologia, l’antropologia e il diritto ed economia. La competenza per osservare, cogliere sfumature e possibili aperture a percorsi di cambiamento,( invocati dalla società e dai profili lavorativi) può svilupparsi negli studenti se si sviluppa uno stretto dialogo tra i docenti sia in fase programmazione che di sviluppo delle attività con gli studenti. La realizzazione dell’interdisciplinarietà ha permesso ad alcuni docenti di scienze umane di valorizzare l’insegnamento della filosofia, la cui riduzione oraria avrebbe portato ad una semplice riduzione di contenuti, diminuendone valore ruolo.

La scelta ardua,innovativa e progressista è stata quella di alcuni docenti che hanno cercato di creare sinergie sui nodi concettuali e hanno reso possibile alcune attività interconnesse. La metodologia ha unito docenti di economia e scienze umane nella programmazione di attività di lettura di fenomeni a partire dai dati: in un contesto sociale dove opinione e particolarismi generalizzano e semplificano la realtà, i professionisti della cultura si appellano alla scienza e alla misurazione del fenomeno quale base di partenza su cui costruire nuove conoscenze e nuovi percorsi.

Alla luce di queste brevi considerazioni sembra emergere necessaria e preziosa per la società civile l’identità del LES, scelta formativa ed educativa per cittadini competenti nella gestione della complessità, qualità pregnante della nostra epoca, dove interdipendenza, big data,tecnologia, aumentano il sapere e il saper fare ma solo l’occhio vigile della Relazione permette la sintesi del saper essere.

 

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Liceo economico Sociale: le nuove prospettive discusse al Convegno nazionale di Palermo

Liceo Economico Sociale: su quali prospettive lavorare per rafforzare l’indirizzo?

 

Se ne è discusso nella splendida cornice del Palazzo delle Aquile di Palermo nel corso del Convegno nazionale “Il Liceo Economico Sociale: crocevia culturale dell’educazione economica, giuridica e sociale” tenutosi il 12 e 13 novembre 2018 e promosso dalle Rete nazionale dei Licei Economico Sociali.

In questa sede Apidge, l’Associazione degli insegnanti di Scienze giuridiche ed economiche, ha contribuito alla stesura e alla presentazione del “Libro Bianco per il Liceo Economico Sociale” (a breve disponibile sul sito web), edito dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del MIUR in cui si ripensa il nuovo ruolo che dovrà assumere questo indirizzo di studi che, anche formalmente, stenta oggi a ricavarsi una definitiva collocazione nel Sistema Istruzione e Formazione professionale.

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