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Al Ventotene Film Festival una sezione dedicata alle scuole

Il Ventotene Film Festival, giunto alla sua 23° edizione, ha aperto dal 2016 la sezione Open frontiers dedicata a tutte le scuole italiane e straniere. Gli studenti possono presentare cortometraggi della durata minima di 3′ e  massima di 15’ sui temi dell’Europa, della legalità, della cittadinanza attiva, della democrazia e dell’integrazione

I cortometraggi devono pervenire entro il 25 giugno 2017.

Al concorso è dedicata una serata speciale in seno alla 23° edizione del Ventotene Film Festival che si svolgerà presso l’isola di Ventotene dal 23 al 30 luglio 2017.

Regolamento del Concorso Open frontiers

Comunicato stampa

 

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Biennale Democrazia 2017: si apre il 29 marzo con un programma per le scuole

Apre il 29 marzo a Torino la Biennale Democrazia, cinque giorni di incontri nel segno dei diritti civili, che cominciano con Tito Boeri e la sua lectio magistralis  su Populismo e stato sociale nelle democrazie industrializzate e si concludono il 2 aprile con Roberto Saviano e la sua riflessione sul potere.

In programma anche, tra gli altri, gli interventi di Massimo Cacciari, Emma Bonino e i giornalisti Gad Lerner e Lucia Annunziata.

Uscite d’emergenza è il tema della Biennale Democrazia del 2017, che, da alcuni anni, affronta temi di grande rilievo per il nostro paese e che, quest’anno, sviluppa una riflessione sulle crisi del nostro tempo, alla ricerca delle risposte necessarie, ma anche di nuove strade da percorrere e di possibilità inedite. «Quest’anno – ha spiegato il presidente, il giurista Gustavo Zagrebelsky – ci domanderemo come si possa superare l’ineluttabilità delle situazioni contingenti, analizzando le possibili risposte alle crisi che colpiscono la nostra società».

Anche nell’edizione 2017 molti sono i contenuti e le attività dedicate al mondo della scuola, con particolare riferimento agli insegnanti e agli studenti delle scuole superiori, che sono possono prendere parte a percorsi formativi volti a preparare i giovani a partecipare in maniera consapevole agli incontri di Biennale Democrazia.

Una spazio web documenta tutte le attività svolte dagli studenti e i prodotti artistici realizzati a fine percorso, e un archivio multimediale è consultabile on line ed è arricchito con tutte le lezioni delle edizioni passate.

Attraverso i percorsi formativi – che favoriscono, dunque, la partecipazione consapevole degli studenti agli incontri di Biennale, valorizzando la loro capacità propositiva – le classi hanno la possibilità di riflettere sul termine emergenza e sulle sue diverse sfaccettature: la sua capacità di segnalare l’insorgere imprevisto di un problema, di un’eccezione, di un allarme. I percorsi formativi sono:

  1. Debitori e creditori
  2. Migrazioni e integrazioni
  3. Emergenze ambientali e responsabilità umane
  4. Di fronte a guerre e terrorismi

Sito web della Biennale Democrazia 2017

Programma della Biennale Democrazia 2017

Sezione web dedicata alla Biennale Giovani e Scuole

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Avviso Quadro PON: un’opportunità per il LES

L’Avviso Quadro sulle azioni da attivare a valere sul PON Per la scuola 2014-2020 Prot. n. MIUR AOODGEFID. REGISTRO UFFICIALE (U) 950 31.01.2017 apre agli Istituti scolastici italiani numerose opportunità progettuali e di finanziamento, volte a garantire pari opportunità, ridurre la dispersione scolastica e le disuguaglianze tra territori e offrire a ragazze e ragazzi nuove esperienze, competenze e opportunità.

Un piano in 10 azioni, che si configura come una grande opportunità anche per il Liceo Economico Sociale, soprattutto in relazione ad alcune delle azioni proposte (come ad esempio l’azione sulle Competenze di cittadinanza globale), in diretta consonanza con i lavori sviluppati nell’ambito dei progetti finanziati dalla DG Ordinamenti.

Le Istituzioni Scolastiche sono protagoniste nella presentazione di  proposte progettuali che dovranno integrarsi nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa e, per la partecipazione all’Avviso Quadro, sarà di grande importanza la capacità di attivare la comunità territoriale (partenariati e collaborazioni con amministrazioni centrali e locali, associazioni, fondazioni, enti del terzo settore, università, centri di ricerca, operatori qualificati, reti già presenti a livello locale).

I LES possono cogliere la sfida dell’Avviso Quadro avanzando proposte progettuali PON che valorizzino le reti LES già esistenti, nell’ambito delle azioni elencate nell’avviso e segnalate nella Lettera della scuola capofila della Rete Nazione LES – IIS Frisi di Milano, oppure di altre ritenute interessanti per l’indirizzo di studio.

La Rete Nazionale LES, in questa fase, svolge un’ azione di promozione e di facilitazione per favorire, sostenere e coordinare le diverse partecipazioni. Sono, a tal fine, disponibili il Dirigente Prof. Paolo Corbucci (tel. 0658492494 – e-mail paolo.corbucci@istruzione.it ), la Prof. Patrizia De Socio (tel. 0658492169 – e-mail patrizia.desocio@istruzione.it), il Dirigente Luca Azzollini (tel. 02 39002239 – e-mail lucafranco.azzollini.125@istruzione.it)

La convocazione di una riunione della Cabina di Regia nei giorni 20 e 21 aprile p.v., prossima ad essere definitivamente deliberata, sarà occasione per fare il punto della situazione sui progetti PON in fase di elaborazione.

Lettera della scuola capofila della Rete Nazione LES – IIS Frisi di Milano

Pagina web dedicata all’Avviso quadro PON

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Orientamento e Liceo economico sociale: i materiali del Seminario di Pinerolo

Partiti dal Piemonte i seminari regionali dei LES dedicati all’orientamento, nel quadro delle azioni a sostegno e valorizzazione dei Licei Economico-Sociali promosse dal MIUR e dalla rete nazionale dei licei Economico-Sociali.

Il primo seminario, tra interventi di esperti e della società civile e lavori di gruppo, si è svolto il 23 e 24 febbraio 2017 a Pinerolo, presso il Liceo G. F. Porporato, scuola capofila della rete Piemonte e Valle d’Aosta.

Nutrito il programma di ospiti che hanno discusso di strategie per un orientamento efficace, a partire dalla scelta della scuola superiore fino al post diploma, di competenze per ripensare l’alleanza Scuola-Università e per il mercato del lavoro, dell’Alternanza Scuola-Lavoro e della sua valenza orientativa.

Hanno partecipato ai due giorni di riflessione:

  • M.Freddano dell’INVALSI
  • P. Corbucci del MIUR-DGOSV
  • F. Traclò dell’Unint di Roma
  • S.Dalmazzone e M.Migheli dell’Università degli Studi di Torino
  • B.Cerrino della Scuola di Economia Civile
  • M.Tritta dell’Università di Trieste
  • C.Salvato dell’Università Bocconi di Milano
  • P. Laiolo dell’Intesa San Paolo-Museo del Risparmio
  • M.Bernardi del Fondazione Agnelli
  • R.Rosti del Sole 24 Ore
  • A.Garavet dell’Europe Direct-Città metropolitana di Torino;ù
  • M.R.Roberti, L. Tomatis dell’USR Piemonte
  • P.Barbero dell’Unione Industriale
  • F. Manca del Direttore Generale dell’USR Piemonte
  • Dott.ssa F.Carena del Centro per l’impiego

Programma del seminario

Documenti del seminario

Link alla pagina dedicata al Seminario del sito web del Liceo G. F. Porporato

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Iscrizioni 2017-2018: crescono i Licei, scendono i professionali

Le iscrizioni all’anno scolastico 2017-2018, secondo i primi dati pubblicati dal MIUR, confermano il trend di crescita degli indirizzi liceali, scelti dal 54,6% delle ragazze e dei ragazzi (+1,5% rispetto allo scorso anno), mentre il 30,3% (dato stabile rispetto al 2016) ha optato per un Istituto tecnico e gli Istituti professionali saranno frequentati dal 15,1% degli studenti e studentesse, l’1,4% in meno dallo scorso anno scolastico.

Confermato, dunque, il trend di crescita dei Licei, che a partire dal 2014/2015, sono stati sempre scelti da oltre uno studente su due. Lo Scientifico rimane il liceo più amato: 25,1% (+0,6%), segue il Liceo linguistico (9,2% contro il precedente 9,4%), il Liceo delle Scienze umane (7,6% rispetto al 7,4% delle precedenti iscrizioni) e il Liceo Classico che fa registrare un 6,6% di iscrizioni a fronte del 6,1% dell’anno scorso.

Il Liceo economico sociale  fa registrare il 2,4% di iscrizioni, crescendo dello 0,1% rispetto allo scorso anno scolastico.

Comunicato del MIUR del 7 febbraio 2017

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Assonebb propone alcuni web seminar sull’educazione finanziaria

Assonebb propone alcuni web seminar di educazione finanziaria, realizzati nel 2016, su alcuni temi quali: benessere, innovazione, lavoro, produzione e risparmio rivolti ai docenti  delle scuole superiori e individuati dal coordinamento nazionale dei professori di materie socio-economiche (LES).

L’Associazione nasce nel 2005 a seguito della trasformazione dell’Istituto per l’Enciclopedia della Banca e della Borsa SpA, fondato nel 1972 a cura di un gruppo di banche, tra cui la Banca d’Italia. Si occupa di supportare lo sviluppo della conoscenza e della cultura bancaria e finanziaria, la ricerca nei temi dell’economia, finanza e promuove l’educazione finanziaria.

Tra le rilevanti iniziative di carattere editoriale e divulgativo realizzate, da citare è il Dizionario di Banca, Borsa e Finanza, digitalizzato e consiltabile sul sito web Bankpedia.org, primo dizionario enciclopedico per numero di visitatori in lingua italiana sui temi di banca, borsa e finanza, con oltre 6.000 voci in italiano e 500 in inglese.

Tutte le iniziative dell’associazione mirano a rendere più accessibile al pubblico un ampio patrimonio di conoscenze nel campo della finanza, con cui il cittadino, lo studente e l’imprenditore devono frequentemente confrontarsi.

I web seminar

Clip di presentazione del progetto

Risparmio (video sintesi video integrale), realizzato da Rocco Ciciretti (Università di Roma Tor Vergata)

Lavoro (video sintesivideo integrale) realizzato da Nicola Borri (Luiss G. Carli)

Innovazione (video sintesivideo integrale) realizzato da Nicola Borri (Luiss G. Carli)

Benessere (video sintesi – video integrale) realizzato da Fabio Pisani (Università di Roma Tor Vergata)

Produzione (video sintesi video integrale) realizzato da Claudio Vicarelli (ISTAT)

Informazioni sui wed seminar di Assonebb

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Educazione finanziaria: una nuova rilevazione sulle iniziative italiane

Pubblicati i dati della nuova Rilevazione sulle iniziative di educazione finanziaria in Italia nel triennio 2012-14 , che aggiorna le precedenti del 2010, 2011 e 2012 ed è promossa dalle Autorità di vigilanza – Banca d’Italia, Consob, COVIP e IVASS – insieme al Museo del Risparmio, alla Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio e alla Fondazione Rosselli, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e il Ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca (MIUR).

L’indagine documenta la frammentazione delle iniziative di educazione finanziaria, molte delle quali con un numero di partecipanti modesto. Per il triennio 2012-14 sono state censite 206 iniziative, promosse da 256 soggetti. In quasi i due terzi dei casi i programmi hanno coinvolto nel triennio meno di 1.000 persone; solo una iniziativa su dieci si è rivolta a più di 10.000 partecipanti.

Le iniziative censite sono risultate molto eterogenee: alcune, definite di educazione, hanno previsto un vero programma formativo; altre, definite di sensibilizzazione, si sono limitate in molti casi alla condivisione di materiale informativo. Il web è risultato il principale veicolo di promozione, con rischi di esclusione per fasce della popolazione rilevanti. Sebbene sia complesso quantificare le risorse totali destinate all’educazione finanziaria, è emerso che solo pochi programmi hanno previsto un significativo impegno economico. I principali promotori sono stati il mondo finanziario, la scuola e le associazioni, che spesso hanno collaborato tra loro per la realizzazione dei materiali e delle attività didattiche. Il concorso di vari soggetti ha posto le basi per lo sviluppo di iniziative adeguate sotto il profilo sia specialistico sia pedagogico e cognitivo.

Una delle maggiori criticità evidenziate dall’indagine è rappresentata dalla carenza di valutazioni sulla capacità delle iniziative di incrementare le conoscenze e incidere sui comportamenti. Oltre la metà dei programmi non ha previsto alcuna forma di monitoraggio; dove condotto, esso si è limitato per lo più a raccogliere informazioni sul grado di coinvolgimento e soddisfazione dei partecipanti. Ciò rende difficile condurre un’analisi costi benefici e complessa l’identificazione delle migliori prassi.

Gli obiettivi delle iniziative censite, pure modulati sull’età dei discenti, mostrano un approccio all’alfabetizzazione finanziaria che riconosce l’importanza di acquisire sia le conoscenze sia la capacità di mettere in pratica quanto appreso. La quasi totalità dei programmi ha introdotto i ragazzi ai concetti finanziari elementari; con gli studenti della scuola secondaria di secondo grado sono state più frequenti le attività tese a potenziare le competenze; con i più piccoli i docenti hanno sviluppato il valore della legalità e la consapevolezza nell’uso del denaro. Soprattutto le iniziative di più ampia dimensione hanno mostrato caratteristiche in linea con le migliori prassi internazionali: alla maggiore collaborazione tra esperti di materie finanziarie e docenti si è associata una più frequente attività di formazione dei formatori, migliore integrazione con i curricoli scolastici, materiali didattici moderni e diversificati, maggiore diffusione di monitoraggio e valutazione di impatto con tecniche controfattuali.

I temi trattati più frequentemente sono stati la gestione del budget, il risparmio, il legame tra rischio e rendimento e la previdenza complementare.

Sebbene alcune iniziative siano già frutto della collaborazione tra più soggetti, nella prospettiva di una strategia nazionale finalizzata ad accrescere la cultura finanziaria degli italiani appare essenziale uno sforzo di coordinamento tra i promotori per valorizzare sinergie e complementarietà delle molte iniziative esistenti, calibrare l’azione sui target di popolazione a priorità elevata, ricercare economie di scala e di scopo, monitorare i risultati in termini di acquisizione di conoscenze e competenze.

Scarica il Rapporto 2012-2014

Scarica il Rapporto 2012 “L’educazione alla cittadinanza economica nelle scuole italiane: il rapporto 2012”

 

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Il lavoro giusto ai nostri tempi. Una riflessione dal sito web “Che fare”

Fa’ il lavoro giusto è un interessante articolo tutto da leggere sul tema del lavoro e della qualità dell’occupazione, oggi al centro di molte riflessioni e preoccupazioni connesse all’inevitabile ascesa e affermazione della tecnologia all’interno di nuovi meccanismi di produzione del valore (Frey. Osborne-2013) click here for more info. L’approfondimento è stato pubblicato sul sito web di cheFare, un’associazione per la trasformazione culturale nata nel 2012 come bando da 100.000 euro per progetti culturali innovativi. Dal 2014 si occupa di produrre e aggregare pratiche concrete e riflessioni teoriche sui mutamenti culturali in corso e futuri.

L’approfondimento riflette sul passaggio a cui stiamo assistendo dalla figura centrale del cittadino-lavoratore a quella del cittadino-consumatore e su quale sia il lavoro giusto per ognuno di noi, inteso come quello che assicura una remunerazione equa a chi lo ha svolto, ma anche quello che corrisponde al bisogno di autorealizzazione della persona.

Quale visione può guidarci attraverso queste trasformazioni, in modo da valorizzare e non mortificare il ruolo del lavoro e cogliere come opportunità l’oggettivo potenziamento delle capacità umane di intervento sulla realtà? Di che tipologie di imprese ha bisogno il lavoro di oggi? L’innovazione sociale è una nuova strategia per rispondere ai bisogni sociali o uno stratagemma per tagliare il welfare in tempi di crisi?

Queste sono alcune delle domande a cui tentano di rispondere gli autori dell’approfondimento Fa’ il lavoro giusto, Paolo Venturi e Annibale D’Elia, che è possibile leggere nella versione integrale al seguente LINK del sito.

 

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OCSE-PISA 2015: si riduce il divario tra Italia e Paesi OCSE

I risultati della edizione 2015 di PISA (Programme for International Student Assessment), presentati il 6 dicembre 2016, ci raccontano una sensibile riduzione del divario tra il risultato conseguito e la media dei paesi OCSE. In particolare:

  • gli studenti italiani si sono collocati un po’ sotto la media PISA in scienze (481 punti contro 493) e in lettura (485 contro 493,  ma raggiungono la media in matematica (490), dove si è assistito a un miglioramento;
  • sono state confermate le forti differenze territoriali tra il Nord e il Sud e le Isole;
  • tra le eccellenze emergono in matematica e fisica i maschi piuttosto che le femmine e viceversa le femmine in lettura;
  • vi è un alto numero di studenti italiani con risultati inferiori alla media;
  • gli studenti italiani passano più tempo a scuola e sui libri: 29 ore in classe e 21 per i compiti a casa per un totale di quasi 50 ore a settimana, contro una media Pisa di 44 ore;
  • si registra un notevole assenteismo tra gli studenti italiani.

L’indagine è promossa dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) con l’obiettivo di misurare le competenze degli studenti in matematica, scienze, lettura e problem solving collaborativo. Per ogni ciclo di PISA viene approfondito un ambito in particolare. PISA 2015 ha avuto come dominio principale la literacy scientifica, ambito di rilevazione principale per la prima volta nel 2006, per la quale si intende: “il possesso di specifiche conoscenze in ambito scientifico e di specifiche abilità tipiche della conoscenza scientifica, ma anche la capacità di utilizzare in modo funzionale tali conoscenze e tali abilità per affrontare e risolvere problemi con cui abitualmente ci si trova di fronte in contesti di vita reale, quotidiana.”

Ecco i principali risultati, così come sono emersi alla Presentazione dell’Indagine internazionale 2015  OCSE PISA, il 6 dicembre 2016  a Roma.

 

In questo ciclo di rilevazioni l’Italia ha partecipato a queste altre opzioni internazionali:

  1. rilevazione delle competenze in ambito finanziario, o Financial Literacy. I risultati di queste prove verranno rilasciate successivamente. Le prove di Financial Literacy forniscono informazioni su conoscenze e capacità di comprensione di concetti di carattere finanziario e su abilità, motivazione e fiducia nei propri mezzi che consentono di applicare quelle stesse conoscenze per prendere decisioni efficaci in diversi contesti di carattere finanziario, per migliorare il benessere finanziario degli individui e della società e per consentire una partecipazione consapevole alla vita economica.
  2. rilevazione sulla familiarità degli studenti con le Tecnologie dell’’Informazione e della comunicazione (TIC);
  3. rilevazione sulle esperienze scolastiche passate (Educational Career);
  4. questionario insegnanti.

Come in ogni ciclo di PISA, la popolazione oggetto di indagine è quella degli studenti quindicenni; in ciascuna scuola coinvolta sono stati campionati fino a un massimo di 42 studenti.

Principali risultati generali

Principali risultati Italia

Esempi di prove PISA di scienze Fasciolo 1

Esempi di prove PISA di scienze Fascicolo 2

 

 

 

 

Sono stati, inoltre,  resi noti nello stessa giornata i risultati dell’indagine TIMSS Advanced (Trends in International Mathematics and Science Study – Avanzato) della IEA (International Association for the Evaluation of Educational Achievement), indagine che ha come obiettivo la rilevazione degli apprendimenti degli studenti in matematica e fisica all’ultimo anno della scuola secondaria, che nella maggior parte dei Paesi partecipanti corrisponde al 12° anno di scolarità, mentre per alcuni Paesi, fra i quali l’Italia, corrisponde al 13° anno, ossia al quinto anno della Scuola secondaria di secondo grado.

Nel nostro Paese hanno partecipato 3318 studenti in 113 scuole secondarie di secondo grado. Poiché questa indagine riguarda gli studenti che seguono corsi di matematica di livello avanzato e di fisica, in Italia ciò ha significato il coinvolgimento dei Licei scientifici (per matematica e fisica) e degli Istituti tecnici – settore tecnologico (per matematica).

Principali risultati

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Cosa sono i LES? La rete nazionale svolge un’indagine rivolta alle famiglie: ECCO I RISULTATI

Favorire l’orientamento in ingresso. Scoprire quello che i genitori degli studenti delle scuole medie pensano dei Licei economico sociali e che opinione hanno del percorso di studi proposto da questo indirizzo. Questi gli obiettivi che si pone la Rete Nazionale dei Licei economico sociali con l’avvio di un’indagine rivolta ai genitori degli studenti che nell’ a. s. 2016-17 frequentano le classi terze di scuola secondaria di I grado.

L’indagine è finalizzata a conoscere le opinioni delle famiglie, ad acquisire informazioni sul Liceo economico sociale (LES) ed a fornire un contributo alla Rete nazionale e alle Reti regionali dei Licei economico sociali per le prossime attività di orientamento in ingresso.

I genitori potranno rispondere ad un breve questionario online, raggiungibile a questo collegamento indicato nella lettera loro indirizzata ed inviata dalla Rete Nazionale alle scuole secondarie di I grado, all’attenzione del Dirigente scolastico. Per partecipare al questionario i genitori dovranno inserire il codice di accesso presente nella comunicazione.

Nel rispetto della privacy (Decreto legislativo n. 196/2003), i dati saranno raccolti in forma anonima e verranno utilizzati soltanto per finalità statistiche e in forma aggregata.

Per ulteriori informazioni, è possibile scrivere all’indirizzo e-mail info@liceoeconomicosociale.it.

I risultati dell’indagine

 

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